CVD Policy: Come Creare una Vulnerability Disclosure Policy Efficace
1 luglio 2026 · di Pentevo
Ogni giorno, ricercatori di sicurezza trovano vulnerabilità nelle applicazioni e nei prodotti di aziende di ogni settore. Senza una CVD policy chiara, non sanno come segnalarle responsabilmente. Il risultato? O la vulnerabilità rimane senza risposta, o il ricercatore la pubblica senza preavviso.
Una CVD policy ben strutturata protegge sia l'azienda che gli utenti, e costruisce fiducia con la comunità di sicurezza.
Perché hai bisogno di una CVD policy
Per i ricercatori: sanno dove segnalare, cosa aspettarsi, e che non rischiano azioni legali per aver testato responsabilmente.
Per l'azienda: riceve le segnalazioni in modo strutturato, ha tempo per correggere prima della disclosure pubblica, evita sorprese.
Per i clienti: le vulnerabilità vengono corrette più rapidamente e in modo coordinato.
Per la compliance: Cyber Resilience Act, NIS2, ISO 27001 — tutte le normative europee sulla sicurezza incoraggiano o richiedono processi di disclosure strutturati.
Gli elementi di una CVD policy efficace
1. Canali di contatto
Specifica come segnalare:
Email: security@tuaazienda.it
PGP: [link alla chiave pubblica]
Piattaforma: [link a HackerOne/Bugcrowd se applicabile]
La crittografia PGP permette ai ricercatori di inviare dettagli sensibili in modo sicuro.
2. Scope
Definisci cosa rientra nella policy:
In scope: I prodotti, servizi e domini per cui accetti segnalazioni.
Out of scope: Cosa non testare (es. sistemi di terze parti, attacchi fisici, social engineering del personale, test che causano disservizi).
Esempio:
In scope: *.tuaazienda.it, app.tuaazienda.it, API (api.tuaazienda.it) Out of scope: Sistemi di terze parti integrati, infrastruttura dei provider cloud
3. Regole di ingaggio
Specifica cosa il ricercatore può e non può fare:
- Consentito: Test non distruttivi, accesso limitato ai propri account di test
- Non consentito: Accesso a dati di altri utenti, denial of service, modifiche non autorizzate
4. Impegni dell'organizzazione
Sii specifico su cosa ti impegni a fare:
- Risposta iniziale: entro X giorni lavorativi (standard: 5-7 giorni)
- Aggiornamenti: frequenza degli aggiornamenti sullo stato
- Remediation: target di tempistiche per la correzione (es. 90 giorni per criticità alta)
- Riconoscimento: ringraziamento pubblico nel security advisory (se il ricercatore lo desidera)
- Safe harbor: nessuna azione legale per test condotti in buona fede nel rispetto della policy
5. Safe Harbor
Il safe harbor è forse l'elemento più importante per i ricercatori. Dichiari esplicitamente che non intraprenderai azioni legali contro ricercatori che rispettano la policy.
Esempio:
"Tuaazienda si impegna a non intraprendere azioni legali contro ricercatori che segnalano vulnerabilità in buona fede nel rispetto di questa policy e che non causano danni ai nostri sistemi o ai nostri utenti."
6. Processo di disclosure
Specifica le tempistiche concordate:
- L'organizzazione ha X giorni per correggere prima della disclosure pubblica
- Se non viene rispettata la scadenza, il ricercatore può pubblicare (standard: 90 giorni)
- Le vulnerabilità critiche sfruttate attivamente hanno tempistiche accelerate
Template CVD Policy
Ecco un template base da adattare:
Vulnerability Disclosure Policy di [Nome Azienda]
Ultimo aggiornamento: [data]
Siamo impegnati a garantire la sicurezza dei nostri prodotti e servizi.
Se hai trovato una vulnerabilità di sicurezza, ti invitiamo a segnalarla
responsabilmente seguendo questa policy.
COME SEGNALARE
Email: security@azienda.it
PGP: [link]
SCOPE
In scope: [lista prodotti/domini]
Out of scope: [lista esclusioni]
REGOLE DI INGAGGIO
- Testa solo su sistemi che controlli o su cui hai esplicita autorizzazione
- Non accedere o modificare dati di altri utenti
- Non causare interruzioni del servizio
- Non esfiltrare dati oltre il necessario per dimostrare la vulnerabilità
I NOSTRI IMPEGNI
- Confermeremo la ricezione entro 5 giorni lavorativi
- Ti terremo aggiornato sull'avanzamento ogni 30 giorni
- Ci impegniamo a correggere le vulnerabilità critiche entro 90 giorni
- Riconosceremo il tuo contributo nel security advisory (se lo desideri)
SAFE HARBOR
[Nome Azienda] non intraprenderà azioni legali contro ricercatori che
rispettano questa policy in buona fede.
Risorse utili
- disclose.io — template di policy e best practice della community
- CERT/CC Vulnerability Disclosure Policy — framework di riferimento
- ISO/IEC 29147 — standard internazionale per la vulnerability disclosure
- ENISA — linee guida europee per la CVD
Una VDP pubblicata e ben mantenuta è un segnale forte alla comunità di sicurezza: questa azienda prende la sicurezza sul serio. I ricercatori lo noteranno e, più probabilmente, ti segnaleranno le vulnerabilità invece di ignorarle o pubblicarle senza preavviso.
Domande frequenti
Cos'è una CVD Policy?
Una Coordinated Vulnerability Disclosure Policy è un documento pubblico che specifica come i ricercatori di sicurezza possono segnalare vulnerabilità alla tua organizzazione, cosa si impegna a fare l'organizzazione in risposta e le regole di ingaggio per il testing.
Devo avere una CVD policy per legge?
Il Cyber Resilience Act europeo richiede ai produttori di prodotti digitali di avere processi di gestione delle vulnerabilità, inclusa una VDP. La NIS2 incoraggia programmi di disclosure coordinata. In molti settori sta diventando de facto obbligatoria.
Qual è la differenza tra CVD, VDP e bug bounty?
CVD (Coordinated Vulnerability Disclosure) è il processo. VDP (Vulnerability Disclosure Policy) è il documento che descrive il processo. Bug bounty è un programma che aggiunge ricompense economiche per le segnalazioni valide. Puoi avere una VDP senza bug bounty.
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