Ransomware: Cos'è, Come Funziona e Come Difendersi (2026)
1 luglio 2026 · di Pentevo
Il ransomware è diventato la minaccia informatica più costosa al mondo. Nel 2025, gli attacchi ransomware hanno causato perdite stimate superiori a 30 miliardi di dollari globalmente, colpendo ospedali, infrastrutture critiche, aziende di ogni dimensione e persino comuni italiani. Capire come funziona è il primo passo per difendersi.
Cos'è il ransomware?
Il ransomware (dall'inglese "ransom" = riscatto + "software") è un tipo di malware che, una volta eseguito su un sistema, cifra i file della vittima — documenti, database, backup, foto — rendendoli inaccessibili. Gli attaccanti lasciano poi una nota che richiede il pagamento di un riscatto, solitamente in criptovaluta (Bitcoin o Monero), in cambio della chiave di decifratura.
Gli attacchi moderni sono più sofisticati: i criminali spesso esfiltrano i dati prima di cifrarli e minacciano di pubblicarli online se il riscatto non viene pagato (double extortion). Alcune gang arrivano anche a contattare clienti o media della vittima per aumentare la pressione (triple extortion).
Come funziona un attacco ransomware moderno
Un attacco ransomware avanzato non è un singolo evento ma un processo in più fasi che può durare settimane:
Fase 1: Accesso iniziale (Initial Access)
L'attaccante entra nella rete tramite:
- Phishing con allegati o link malevoli
- Vulnerabilità in servizi esposti (RDP, VPN, Exchange)
- Credenziali rubate acquistate sul dark web
- Accesso legittimo compromesso (es. account di un fornitore)
Fase 2: Persistenza e movimento laterale
Una volta dentro, l'attaccante:
- Installa backdoor per mantenere l'accesso
- Eleva i privilegi (privilege escalation)
- Si muove lateralmente nella rete, compromettendo altri sistemi
- Identifica i backup e i server critici
Fase 3: Esfiltrazione dei dati
Prima di cifrare, i criminali copiano i dati sensibili sui propri server. Questo è il fulcro del double extortion: anche se la vittima ha i backup, la minaccia di pubblicare i dati esfiltrati crea pressione aggiuntiva.
Fase 4: Cifratura
L'attaccante rilascia il payload ransomware che:
- Cifra file con algoritmi forti (AES-256, RSA-2048)
- Cancella le shadow copy di Windows (vss.exe)
- Elimina i backup locali raggiungibili
- Lascia la nota di riscatto (ransom note)
Fase 5: Negoziazione
La vittima riceve istruzioni per contattare i criminali tramite portali .onion sul dark web. Il riscatto varia da migliaia a decine di milioni di euro, a seconda delle dimensioni dell'organizzazione.
I principali gruppi ransomware nel 2026
Il ransomware è diventato un'industria criminale strutturata:
- LockBit — tra i più prolifici, offre RaaS (Ransomware-as-a-Service)
- ALPHV/BlackCat — ransomware scritto in Rust, molto sofisticato
- Cl0p — noto per sfruttare vulnerabilità zero-day (MOVEit, GoAnywhere)
- Black Basta — attivo su infrastrutture critiche e sanità
- Rhysida — emerso nel 2023, ha colpito strutture sanitarie in Italia
L'impatto in Italia
Negli ultimi anni, numerose organizzazioni italiane sono state colpite da ransomware:
- Ospedali e ASL
- Comuni e pubbliche amministrazioni
- PMI manifatturiere
- Studi professionali (commercialisti, avvocati, notai)
L'ACN (Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale) ha istituito un servizio di supporto per le vittime di ransomware: agenzia.gov.it.
Come prevenire un attacco ransomware
Misure tecniche essenziali
Backup offline (Regola 3-2-1-1):
- 3 copie dei dati
- 2 su supporti diversi
- 1 fuori sede
- 1 offline/air-gapped (non raggiungibile dalla rete)
Testare regolarmente il ripristino dal backup è fondamentale: un backup non testato non è affidabile.
Patching e aggiornamenti: Applicare le patch di sicurezza rapidamente, con priorità sui sistemi esposti su internet (VPN, RDP, server email, firewall).
Ridurre la superficie d'attacco:
- Disabilitare RDP se non necessario, o metterlo dietro VPN
- Implementare MFA su tutti gli accessi remoti
- Limitare i privilegi degli utenti (principio del minimo privilegio)
Segmentazione di rete: Isolare i sistemi critici e i backup in segmenti di rete separati, così che una compromissione parziale non si propaghi all'intera infrastruttura.
EDR e monitoring: Usare soluzioni EDR (Endpoint Detection & Response) che rilevano comportamenti sospetti tipici del ransomware (cancellazione shadow copy, cifratura massiva di file).
Misure organizzative
- Formazione dei dipendenti sul riconoscimento del phishing
- Piano di risposta agli incidenti testato e aggiornato
- Esercitazioni tabletop per simulare un attacco ransomware
- Cyber insurance con copertura adeguata
Cosa fare se sei vittima di ransomware
- Isola i sistemi infetti — stacca il cavo di rete, disabilita il Wi-Fi
- Non spegnere i sistemi (la memoria RAM può contenere la chiave di decifratura)
- Non pagare subito — consulta prima un'azienda di incident response
- Segnala all'ACN e alla Polizia Postale
- Verifica i backup — sono intatti e recuperabili?
- Contatta un'azienda di incident response per la valutazione
- Cerca un decryptor gratuito su nomoreransom.org (progetto di Europol e Politia)
Pagare o non pagare?
Le autorità internazionali sconsigliano di pagare perché:
- Non garantisce il recupero dei dati (solo il 65% delle vittime li recupera)
- Finanzia organizzazioni criminali
- Segnala la disponibilità a pagare, aumentando il rischio di nuovi attacchi
- In alcuni Paesi, pagare certi gruppi (sanzionati) può essere illegale
Tuttavia, in casi estremi (dati critici, nessun backup), alcune organizzazioni si trovano di fronte a una scelta difficile. In queste situazioni, è essenziale il supporto di specialisti.
Conclusione
Il ransomware è una minaccia reale e in crescita per organizzazioni di ogni dimensione in Italia. La prevenzione — backup offline, patching, MFA, formazione — è sempre meno costosa della risposta. Vuoi imparare a difendere la tua organizzazione? Esplora i corsi gratuiti di cybersecurity di Pentevo Academy.
Domande frequenti
Cos'è il ransomware?
Il ransomware è un tipo di malware che cifra i file della vittima e chiede un riscatto (in genere in criptovaluta) per la chiave di decifratura. Gli attacchi moderni spesso combinano cifratura con furto di dati e minaccia di pubblicazione (double/triple extortion).
Devo pagare il riscatto?
Le autorità internazionali (FBI, Europol, ACN) sconsigliano di pagare: non garantisce il recupero dei dati, finanzia organizzazioni criminali e spesso porta a nuovi attacchi. La soluzione migliore è avere backup offline aggiornati e un piano di risposta agli incidenti.
Come si diffonde il ransomware?
I vettori più comuni sono: phishing email con allegati o link malevoli, vulnerabilità RDP (Remote Desktop Protocol) esposte su internet, vulnerabilità non patchate in software (VPN, Exchange, ecc.), credenziali compromesse acquistate sul dark web, e supply chain compromise.
Cosa devo fare se sono vittima di ransomware?
Isola immediatamente i sistemi infetti dalla rete, non spegnere (la memoria può contenere prove utili per il recupero), contatta un'azienda specializzata in incident response, segnala all'ACN (Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale) e alle forze dell'ordine, verifica i backup. Non pagare il riscatto senza una valutazione professionale.
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